Pur non avendo fatto esperienze dirette “sul campo”, ma ascoltando, leggendo, vedendo su diversi media, si è creata in me una certa antipatia per quelli che genericamente vengono definiti coloni per quello che hanno fatto e stanno facendo in Cisgiordania. Storie di soprusi e di violenze se ne raccontavano già da molti anni ma negli ultimi mesi però, con la guerra e con il governo Netanjahu, violenze e soprusi sono aumentati. In particolare, sono diventati protagonisti due personaggi, Smotrich e Ben-Gvir, i due i ministri ultraortodossi del governo israeliano, con le loro inquietanti esternazioni e azioni.
Ho accolto quindi con tanto favore la notizia del boicottaggio deciso dalla Gran Bretagna contro i coloni. Con quell’iniziativa, la politica (non la grande diplomazia inconcludente nelle questioni del Medio Oriente) non si limitava a dire, ma faceva qualcosa di concreto. Come erano concrete le azioni dei coloni che occupavano illegalmente territori non loro, così la politica che rifiuta, e in questo caso del tutto legalmente, di comperare i prodotti agricoli dei coloni israeliani usurpatori. Il boicottaggio è stato adottato anche da altri paesi, tra cui Francia, Spagna, Portogallo, paesi nordici.
E l’Italia?
Dalla stampa ho letto che Il ministro degli esteri Tajani affermava che l’Italia non aveva aderito al boicottaggio per non adottare linee autonome rispetto all’Europa, ma sullo stesso giornale leggevo che la UE voleva adottare una linea comune ma non era stato possibile perché alcuni paesi si erano opposti. Tra questi l’Italia.
Un altro motivo per quei cittadini che si sentono estranei alla politica perché hanno la sensazione che la politica li prenda in giro.
“Povera patria
Schiacciata dagli abusi del potere
Di gente infame, che non sa cos’è il pudore
Si credono potenti e gli va bene quello che fanno
E tutto gli appartiene”
(Povera Patria di Franco Battiato)




