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La comunità tra fedelta alle radici e sguardo verso il futuro

IL SERPENTE E L’ARCA

Il re Ezechia, di cui parla il Libro dei Re, fece una riforma religiosa e civile fondamentale per il suo popolo.
Tra le sue azioni decisive ci fu la conservazione dell’arca dell’alleanza voluta da Mosè e la distruzione del bastone di bronzo, a forma di serpente, che pure era di Mosè, il “fondatore”.
Ezechia dovette gestire l’eredità del passato, discernendo tra la parte buona da custodire (l’arca) e quella da dimenticare (il serpente), dopo avergli reso la dovuta gratitudine.
Così è per le comunità, anche quelle di oggi le quali, per avere ancora futuro, devono operare scelte simili a quelle di quel Re giusto e porsi anche loro una domanda decisiva: cosa è oggi “arca” e cosa è oggi “serpente di bronzo”?

IL DISCERNIMENTO DA COMPIERE

Per comprendere cosa sia oggi arca e serpente, occorre partire da questa domanda:
QUAL’ È LO SCOPO, LA RAGIONE DI ESISTERE DI UNA PARROCCHIA?
Ecco che diventa decisivo tornare alla ragione per cui esistiamo, che potremmo sinteticamente definire così: la Chiesa esiste per generare discepoli a Cristo, per generare cristiani.
E quindi: far incontrare Cristo dentro la comunità cristiana, attraverso i Sacramenti e la Parola; annunciando il Vangelo a tutti, anche e soprattutto a chi è distante o lontano; perché tutti siano una cosa sola.

Dobbiamo in altre parole creare le condizioni perché gli uomini possano incontrare Gesù.
La chiesa è chiamata a questo: portare Gesù a tutti e portare tutti a Gesù.
Ed è chiamata a celebrare, annunciare e testimoniare Gesù in modo tale che tutti possano sentire in quell’atto di celebrazione, di annuncio e di testimonianza qualcosa di appetibile, qualcosa che stuzzica la propria fame, che tocca la sfera intima dei propri desideri. In altre parole, la Chiesa deve essere il luogo in cui è realmente possibile a chiunque di innamorarsi di Gesù e fare esperienza della gioia della fede.

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