Oggi tutte le scuole sono ripartite dopo la vacanza estiva.
Nel tempo in cui molte agenzie educative faticano, gli oratori sono meno attrattivi rispetto al passato, le piazze sono frequentate da adolescenti e giovani che fanno dell’isolamento e dell’autosufficienza occasione per l’affermazione del loro stile di riunirsi a scapito degli altri, la scuola seppur nelle sue fragilità riparte.
La nostra scuola che si prende cura dei nostri figli per quasi nove mesi all’anno, aiutando e spesso supplendo i genitori nel compito educativo, insegnando il rispetto delle regole alla base della convivenza civile e il principio che chi sbaglia paga e non è sempre colpa degli altri.
La nostra scuola che coltiva l’aggregazione e la convivenza fra ragazzi e con gli adulti, anche e soprattutto con quelli più fragili, che arrivano da altre nazioni e fanno fatica a capire questa città, ma che meritano rispetto e considerazione.
La scuola che si sfinisce per far comprendere ai nostri giovani il valore della cultura, quella vera, quella costruita nella storia da artisti, letterati, pensatori, scienziati, non quella svenduta come tale nei blog o in alcuni miseri podcast.
Nell’epoca dell’odio e delle guerre, dei nazionalismi e delle chiusure, la scuola si propone come spazio di convivenza civile, di accettazione dell’altro, di soluzione pacifica di tensioni e conflitti, di educazione civica finalizzata alla formazione del buon cittadino.
TI ASPETTAVAMO SCUOLA, BEN TORNATA!





