Tutti i bambini hanno il diritto a vivere, crescere, avere futuro. Per rompere il silenzio sul destino dell’infanzia a Gaza, nell’agosto il filosofo Eugenio Mazzarella con il sostegno di Avvenire, ha lanciato la proposta di assegnare il Premio Nobel ai bambini di Gaza.
L’iniziativa propone i bambini di Gaza (21.000 uccisi, 44.000 feriti o mutilati, 625.000 da 3 anni senza scuola) come clamoroso simbolo di un orrore in atto sui più piccoli, oggi sproporzionata emergenza umanitaria nella Striscia, domani e sempre, in tutte le guerre.
La proposta ha raccolto molte perplessità, critiche e interrogativi: chi potrebbe essere titolato a ricevere…chi abilitato a gestire la cospicua somma del premio? Sarebbe strumentalizzazione politica…c’è razzismo morale, muoiono anche bambini israeliani…discrimina altre guerre in Ucraina, in Sudan…appoggia fazioni in lotta ignorando responsabilità di Hamas…
Nello stesso mese durante l’incontro che ha preceduto la proiezione di apertura della 82 Biennale di Venezia, il suo presidente Pietrangelo Buttafuoco, ha preso parola con un discorso che ha mescolato letteratura e attualità. “A Catania ho letto una scritta che diceva: ‘non si sta zitti solo quando i bambini dormono, si fa silenzio quando muoiono’. È una frase che fa male e che dovrebbe scuoterci”, ha dichiarato, citando poi le Troiane di Euripide come esempio fondativo della coscienza umana.
Nessun bambino vale più di un altro, ma oggi è diventato urgente contrastare l’assuefazione alla violenza davanti a queste morti e restituire forza alla parola pace: non un’espressione astratta o consolatoria, ma una responsabilità concreta perché niente può giustificare il nostro silenzio quando vengono uccisi dei bambini, vengono distrutte deliberatamente le condizioni essenziali della vita e negato il diritto umanitario, perché solo quando i bambini dormono si sta zitti, non quando muoiono.





